martedì 3 luglio 2012

Il grande bicchiere di succo di pera

Il silenzio di questi mesi non vuole certo stare a significare che la mia bottiglia di un Litro contenesse tutto..anzi....il rischio è stato che quel mezzo litro in più, accumulato, potesse dare risposta all'emergenza acqua che c'è nel mondo. in realtà il silenzio stampa è da imputare ad un anno di cambiamenti e riadattamenti:adesso sono una vera emigrata!
Vivo nella grande "pera", che credo che possa essere l'alternativa italiana alla mela che si trova oltre oceano.

Non so effettivamente se Milano possa essere paragonata ad una pera, non sono una specialista di questo tipo di frutto né una grande estimatrice, neanche nelle sue varianti. Ad esempio già quand'ero piccola lo stesso succo alla pera era quello che non sceglievo mai, mi sono costretta a berlo non appena ho compiuto la maggiore età ed ho iniziato a soffrire di stipsi.  Eh sì, il succo alla pera è un toccasana per i problemi di stitichezza. 
Forse Milano più che la grande pera, può essere definita il "grande bicchiere di succo ci pera"! Non me ne vogliano i miei amici e colleghi milanesi, ossia coloro i quali lo sono da 7 generazioni, le mie conoscenze ne vantano non più di 3, la mia definizione è unicamente positiva. Associare questa città ad un rimedio per un problema che assilla la maggior parte della popolazione, per l'appunto la stitichezza, vuol dire riconoscere un grande merito a questa città.Milano è come se ti "togliesse il tappo"! avete presente il senso di liberazione? si, mi riferisco proprio a quello che ti ha costretto a lunghe sedute di riflessioni e letture di tutte le etichette dei detersivi sul davanzale della finestra del bagno, ovviamente se avete un bagno finestrato, qui a Milano rappresenta un lusso e pare che il valore di un immobile schizzi alle stesse se il bagno è dotato di finestra, finalmente ora puoi guardare al mondo con una nuova luce negli occhi e con un grande senso di leggerezza!Certo se sei abituato a vivere con un tappo e non sei mai riuscito a disfartene, una volta che ci riesci dopo l'immediato senso di liberazione c'è anche un forte senso di disagio, ma questa è un altra storia!

martedì 10 maggio 2011

1 Litro e mezzo dentro una bottiglia da 1 Litro: Sushi Time

1 Litro e mezzo dentro una bottiglia da 1 Litro: Sushi Time: "Ci sono delle cose che quando sei a Milano non puoi non fare, una di queste è mangiare Giapponese. La cosa più intelligente sarebbe, però, ..."

Sushi Time

Ci sono delle cose che quando sei a Milano non puoi non fare, una di queste è mangiare Giapponese.
La cosa più intelligente sarebbe, però, fare prima un corso intensivo, altrimenti il rischio è incappare in nomi irriconoscibili e non sempre i menù sono dotati d'immagini.

Ciò che non riesco a spiegarmi è come mai, nonostante il lavoro a contatto con il pubblico, i ristoratori con gli occhi a mandorla, che siano cinesi o giapponesi, non parlino una parola d'italiano.
Tu non conosci i loro piatti, loro non conoscono la tua lingua, risultato finale ORDINAZIONE SBAGLIATA:

tanti piccoli pezzettini di riso avvolti da alghe, ricoperti da sesamo, con dentro pesce crudo difficilmente classificabile e avocado.

Tu sei uno e i pezzettini sono dieci.

E' una lotta tra il tuo stomaco e il conto che pagherai e se sei alla ricerca di uno stage minimamente retribuito, sarà il tuo stomaco a perdere.

Qui a Milano il Giapponese va forte, forse perché è uno dei pochi modi che ti consente di vomitare senza inserire due dita in gola.

giovedì 20 maggio 2010

Il Cane e la Lucertola

Ero china nel bagno avevo appena deciso di fare per una volta la donna.
Di fronte a me c'era il flacone di crema idratante al thè verde, era lì, mi guardava, lo faceva con pietà ma non per sé ma per quella pelle che ai suoi occhi non era un setoso tessuto sul quale far scivolare una mano "amica" ma una carta vetrata dalla quale stare lontani onde evitare raschiamenti pericolosi.

E proprio lì, in quella posizione mi è sopraggiunta l'ispirazione!
Cercando di dare da bere alla mia pelle, volendo recuperare almeno 5 anni di siccità, ho ripensato divertita alla scena che ieri si è palesata ai miei occhi.
Spesso ci si trova in delle situazioni nelle quali sei costretto ad aspettare, basti pensare al medico generico, alle poste, alla banca, insomma dei luogh
i dove bisogna rispolverare la vecchia cara pazienza ed evitare lamentere di qualsiasi tipo controproducenti per cogliere nell'attesa la sua naturale bellezza.
Sono diversi i modi in cui si può decidere di trascorrere il tempo:

- leggere un libro;
- sfogliare una rivista, se sei dal medico, che solitamente è vecchia di 2 anni,ha le pagine un pò accartocciate e sembra quasi che la materia da carta si sia trasformata in tessuto tanto che stata toccata;
- iniziare a muovere il piede con un tic nervoso ma quella scanzione ritmica è del tutto deleteria all'attesa stessa.

Ma ciò che personalmente preferisco fare è osservare chi mi sta intorno, leggere nei loro volti la storia di quei volti, annusare da quanto tempo non si lavano o che tipo di deodorante usano, "forse sarà di fabbricazione cinese", fare considerazioni del genere:
"ma quando sudo puzzo come lui?"

Generalmente è il viaggio nei mezzi pubblici ad offrirti materiale umano di diverso tipo, non puoi scegliere chi sarà il tuo compagno e ciò accade soprattutto nei pullman che fanno tratte interregionali.
Lì, infatti, oltre a sperare che il tuo posto non sia quello sulle ruote speri che per una volta al tuo fianco ci sia colui, il genere maschile non è una casualità, che possa allietarti con racconti interessanti le 5 ore che ti attendono, per poi continuare nei giorni, nei mesi, negli anni successivi, invece generalme c'è sempre la signora che va al Nord per farsi degli accertamenti, ti spiega dettagliatamente tutti i sintomi della sua malattia e schiacciando un pisolino ti mette il dubbio che stia per arrivare un tempesta.
Ma dato che la fortuna di trovare l'uomo giusto al sedile giusto è da scartare, l'unica fortuna che ti rimane è quella di essere testimone oculare di due individui che hanno tovato il giusto sedile.

IO: seduta in seconda fila posto corridoio causa gambe troppo lunghe o meglio sedili fatti su misura di Gianfranco Magalli.

LORO: seduti in prima fila esattamente davanti a me!
ANCHE QUESTE SONO FORTUNE!!

Un lui e una lei.

A dire il vero la lei l'ho notata ancor prima di salire.Un soggetto che non passa inosservato: gonna tubino rosa pallido con in fondo una deliziosa balza molto ottocentesca, calza a rete, dato il soggetto suppongo autoreggente, scarpa viola melanzana con tacco 12 e zeppa e per concludere il tutto giubbino di jeans.
Oltre al suo abbigliamento mi ha colpito la sua gamba o meglio il suo polpaccio senza stacco dalla caviglia e mi sono chiesta se anche il mio facesse quel brutto effetto visto dal di fuori.


Nonostante il suo abbigliamento il destino le ha voluto dare una chance e accanto a lei ha fatto accomodare un giovane che non ho ammirato nel pieno della sua forma ma data la sua posizione ho potuto ben studiare la parte sinistra del suo volto: capelli color camomilla, di quel castano molto chiaro che al sole in estate diventa biondo, rughe accentuate, avrà avuto all'incirca 36 anni, colorito olivastro e un paio d'occhiali da vista abbastanza retrò, da me facilmente apprezzabili.

Iniziano a parlare del più e del meno, si sono già visti qualche volta.
Fanno parte di quella schiera di pendolari che ogni giorno per essere sul posto di lavoro alle nove si sveglia comodamente alle sei del mattino.

Una conversazione educata, che attraversa discorsi generici, anche se dell 'inesistenza delle quattro stagioni e di come si stava meglio con la lira non ne parlano, in compenso però lei decanta quanto il valore della laurea e le competenze che ti attribuisce siano negli anni cambiate e io da giovane laureata, per altro in scienze delle merendine, vorrei intrufolarmi all'interno del discorso ma ho deciso di godermi la scena da spettatore e non da protagonista.

Il primo quarto d'ora quindi trascorre in questo modo: la descrizione del lavoro, la laurea, di come i 20enni di oggi sovvertano le regole della buona educazione, insomma pura retorica oratoria.

La conversazione è tenuta viva dalla parte femminile, tanto che mi chiedo, come dopo una giornata di lavoro e per giunta su tacchi 12, abbia ancora la forza di parlare ma si sa chi è in guerra prima di abbandonare la battaglia da fondo ad ogni risorsa.

Di lei vedo solo i capelli crespi ricci di quel rosso mogano che invecchia di almeno di 5 anni ma ad onor del vero ha una bella voce suadente in linea con il suo abbigliamento.

Di lui continuo a vedere solo il lato sinistro del suo viso e mi chiedo se il suo alito sia fresco, a sensazione direi di no, colpa forse di quelle labbra troppo sottili in realtà inesistenti, a quella distanza così ravvicinata io personalmente anche avendo delle labbra avrei timore nell'esprimermi.

Ovviamente la donzella decantando retoricamente le cose che secondo lei non vanno in Italia, all'interno delle relazioni, a lavoro e facendo sfoggio delle sue capacità culinarie da fondo a una saggezza non particolarmente spontanea ma che sta facendo sicuramente colpo.
Lui, infatti, illuminato da questa donna che si manifesta nella maniera migliore dice :
"sei una donna da sposare, sei perfetta!".

Ma lei nonostante la consapevolezza della sua perfezione, scuotendo la testa, nega, le sembra un'esagerazione, lui così aggiusta il tiro:
"sei perfettibile!".

La conversazione incalza e si finisce a parlare della convivenza, del matrimonio, insomma dell'AMMORE, continuando lei a descriversi come compagna ideale di vita, lui non può far al meno di chiederle:
"bhe cosa fai questa sera? ti va di andare a cena fuori?"

A tale domanda potrei giurare che dentro di lei sia partita dalla punta dei piedi fino alla punta dei suoi capelli, sempre più irti, una hola ma da gran regista che mantiene la suspance non svelando gli equilibri fino alla fine del film:
" no, vado in palestra"
e lui come un cane che deve cacciare la lucertola che corre e più si nasconde e più lui scodinzola:
"e dopo?",
lei con smorfia di lusinga fa maestrosamente calare il discorso.

Ma come dicevo pocanzi, più la lucertola scappa più il cane scodinzola:
"dai scambiamoci i numeri! anzi no, prendi tu il mio!?"
e la lucertola risponde:
"non ti chiamerei mai!".

Su tale esclamazione la conversazione si placa, l'uno guarda il finestrino alla sua destra e l'altra pensa:
"Cazzo me ne sono fatto scappare un altro!"

Il silenzio però ad un tratto si rompe :

"che hobbies hai?"(da notare il plurale reso in inglese), inutile specificare chi lo stia chiedendo!

"mha..."

Io a sentir quella domanda vorrei scendere dal pullman in corsa!

Ma esistono ancora persone che fanno domande del genere?
E' una di quelle domande che per educazione non si dovrebbero mai fare, si mette in difficoltà l'altro che nell'esatto momento in cui la voce emette la lettera H ( anche se è una lettera che non ha suono) entra in crisi esistenziale sentendosi la persona più miserabile sulla faccia della terra e inizia a imprecare contro la madre che non l' ha mai spinto ad andare a scuola di pianoforte o a basket.
oltre alla mancanza di educazione sembra una di quelle tipiche frasi da fotoromanzi anni ottanta!

Lei cogliendo l'impreparazione di lui sopraggiunge:
"Hai visto qualcosa di Almodovar? è il mio regista preferito!".

Lui nonostante non ne avesse visto neanche uno, cerca di imbastire una risposta:
"Si, molto introspettivo!"

Non contenta di aver messo alla prova la sua preparazione cinematorafica decide d'incalzare:
" L'ultimo libro che hai letto?"

Ma cos'è quell'intervista che ti fanno per strada alla fine della quale vogliono rifilarti una scheda fedeltà del 50% di sconto attiva solo dal terzo acquisto in poi?!

Lui risponde e ammetto che è stato un genio:
" No, leggere no, l'ho fatto tanto ma oggi ho scoperto interessi più tecnici!"

Che mai saranno gli "interessi tecnici"?

Ma per non deluderla:
"In realtà mi piace l'arte!", peccato fosse fermo alla storia dell'arte fatta al liceo almeno 15 anni prima!

In tono ammirato lei:
"Che artista preferisci?"

"Bhe, Caravaggio è superiore, lui e tutta l'arte del '800", chiaro che fosse il primo giunto in mente, ha sbagliato di ben 2 secoli!!!

Ripresa la conversazione in modo fluente lui trova il coraggio, dopo aver tirato la carta di Caravaggio, di richiedere il tanto sudato, a colpi di quiz, e non a scelta multipla ma a risposta aperta e quindi maggiormente impegnativo, numero di telefono:
"Dai facciamo come se fosse una cosa di lavoro"

prende la freepress una penna e con tono deciso:
" Dottoressa....?"

A lei è chiaro che questo è l'ultimo tentativo, il pullman sta arrivando a destinazione, non può perdere l'occasione! Abbassando la voce, quasi un pò imbarazzata consegna la SUA CODA al CANE!

Lei non è da meno :
"e tu? Dottor..."

ma lui sferra il colpo mortale:
" Avvocato.....!"

HO DETTO TUTTO!

giovedì 1 aprile 2010

Vota ANTONIO !

Eh si, sono stata in silenzio, ho subito anche io la censura che nell'ultima settimana ha coinvolto un pò tutti..
Ma finalmente si ritorna a parlare, si è chiusa questa maledettissima campagna elettorale!!!
No, tranqulli, non voglio parlare di politica, sono un soggetto drasticamente apolitico, un astensionista nato.
Si, lo so il voto è anche un dovere, ma credo che sia maggiormente un diritto del quale si può decidere di non godere.

Nonostante non mastichi il politichese le campagne elettorali mi hanno sempre attratto, specialmente i comizi in piazza.
Si respira l'aria di festa di paese: ci sono i camioncini dei panini, che più sono zozzi e più sono buoni; il venditore di muso di porco, specialità da me non apprezzata; i ragazzi che trasportano grosse bacinelle piene di ghiaccio con all'interno ogni genere di bevanda; se ti va bene e le elezioni sono nel periodo estivo, c'è anche chi vende le pannocchie arrostite o bollite e quelle si che le apprezzo, peccato però che rimanga sempre la maledettissima buccia tra i denti!
Poi come ogni festa di paese che si rispetti, dopo la "processione" e l'esposizione del Santo patrono incorniciato da una schiera di santi minori, non può mancare il cantante...eh si è proprio una festa!!

Ma per queste regionali, dove pare volesse partecipare anche San Gennaro, sperando egli stesso nel suo miracolo per risollevare la Campania, gli esponenti politici hanno superano ogni aspettaviva e invece di uno, ma non uno qualsiasi ma quello che canta le canzoni del Presidente, hanno invitato tutti gli AMICI che sono figli di quel Papi che canta, scrive, è imputato e governa, daltronte il marchio di fabbrica è lo stesso!
Ovviamente non può mancare il presentatore, ma non l'abitante dello stesso paese che ha velleità artistiche e attende quella data per darle sfogo provando per i mesi precedenti allo specchio la frase di saluto a tutta la cittadinanza, no, bensì, per dare credibilità al tutto, sul palco fa da regina una nota giornalista sempre di quella scuderia, insomma manca il tronista di turno e il palinsesto di canale 5 c'era tutto!!

Nessuna critica per il palinsesto televisivo, ammetto che lo guardo esercitando le mie capacità critiche, non sono una sbob del vecchio tubo catodico, sono cresciuta con Ambra e le sue amiche, adoravo le canzoncine e il loro modo di ballare oserei dire "scattoso", si lo ammetto desideravo essere una di loro, ma quando quel palinsesto si mischia alla realtà e soprattutto ad un comizio, mi viene da pensare.

E' il popolo dell'amore, il popolo della canzone melodica, del televoto, alla VOLEMOSE BENE, per dirla alla romana, BASTA CHE CE STA O SOL, per dirla come la direbbe San Gennaro, ma non credo lo direbbe, ma quello che vorrei sapere è: DOVE CAZZO STA QUESTO SOLE?!

A rendere il tutto ancora più futuristico, irreale ci pensa però il candidato che salito sul palco saluta i suoi elettori e dice: "vi porto i saluti di Berlusconi che vi raccomanda di schiacciare i COMUNISTI!"
A me CADONO LE BRACCIA!!

Ripeto, non indosso nessun colore, spesso metto il nero perchè sfina, ma in quel colore o in un altro non proclamo la mia ideologia politica, al massimo solo che ho qualche chilo di troppo!

Ma esistono ancora i comunisti? Mia nonna che come ho già detto era mussoliniana, ma a quel tempo lo erano un pò tutti, diceva che mangiavano i bambini, ma credeva anche che se ti specchiavi troppo dallo specchio uscisse il diavolo!!

Non capisco, l'Italia non è una torta da dividere dalla quale prendere la fetta più grande, è risaputo è uno STIVALE con tacco 15 e gli stivali non vanno mangiati ma indossati con stile!!


mercoledì 24 marzo 2010

...Aldilà del corpo.

"Nuda come non mai, a uno a uno sono caduti i brandelli delle mie vesti." Anonimo

Non credevo la nudità spaventasse, si sa il copo di una donna viene apprezzato sempre di più se quasi scoperto.
Ma su un corpo nudo è la luce che crea dei giochi d'ombra molto più sensuali, particolari.

Non tutti la sanno apprezzare, valorizzare.
Spesso l'occhio maschile la involgarisce, la banalizza, pochi sanno osservare, valorizzare anche il più piccolo neo, che in qualche modo veste quel corpo nudo, tutte quelle piccole macchie che ogni volta che ne vedi una anche se l'hai già vista milioni di volte rimani sorpreso stranamente incantato.

Non c'è cosa più bella di provare naturalezza nella propria nudità, non avere vergogna, premura di coprirsi quel pò che basta per allontanare lo sguardo di chi non contempla.

Si sa, il corpo nudo cambia con la vita ,in qualche modo si trasforma, ma ogni sua forma è piena di dignità. I nei restano, ma lo caratterizzano, ricordano la sua storia nonostante la trsformazione, l' evoluzione.

Descrivere la nudità di un corpo è la cosa più difficile da poter fare, ogni parola non basterebbe per dar giustizia a quella forma così personale, alla luce, alla pelle e alle sue porosità, alle sue cicatrici.

Ma l'unica cosa che si può fare è contemplarla, amarla, desiderarla, osservarla, sorriderle e non maltrattarla, valorizzarla, ringraziarla di essersi offerta alla nostra vista, intera, piena, nuda.

domenica 21 marzo 2010

L'Ipod emozionale

E' proprio vero che lo scrittore ha bisogno d'ispirazione e che esiste il famoso "blocco" che generalmente si sblocca quando non hai possibilità di scrivere. e allora cerchi di annotare tutto nella mente facendo fede in tecniche mnemoniche, dicono che l'associazione dell'immagini ai numeri sia una delle migliori.

Forse la miglior cosa sarebbe un macchingegno capace di trascrivere le immagini in parole.
Non sempre, però, le immagini si prestano a tali trascrizioni. Infatti, la trascrizione non è la mera descrizione della suddetta immagine, ma va ben oltre. Volendo usare un termine caro alla disciplina pubblicitaria, credo che la trascrizione abbia a che fare con il TONE OF VOICE, si, il tono di voce, traduzione pedissequa, ossia una descrizione che arricchisce l'immagine di connotazioni che non sono semplicemente riscontrabili dall'osservazione della scena, ma che vanno oltre la scena stessa.

La difficoltà del racconto credo che sia riscontrabile proprio nella difficoltà di rendere percecibile ciò che non è un dato rilevabile, misurabile.

I film ci hanno abituato ad andare oltre la scena stessa con la musica che diviene guida, bussola all'interno del labirinto dell' emozioni.
E quindi suoni gravi ci accompagnano nell'universo della paura, musiche avvolgenti in quello dell'amore. Sarebbe comodo che nella vita reale ogni nostra emozione fosse accompagnata dalla musica. A volte il genere umano si perde, infatti, all'interno del proprio sistema emozionale.
Alternanze di stati d'animo nei quali il più delle volte non siamo ingrado di dare un nome all'emozione predominante.

Un Ipod emozionale sarebbe funzionale per non perdere l'orientamento, sia per colui che vive qull' emozione che il malcapitato che ha il duro compito di confidente. Non ci sarebbero, così, sprechi di energie nè per chi tenta di riempire con parole le proprie emozioni, avendo comunque la malsana convinzione di non essere capito, e nè per chi cerca di ricostruire frasi che il più delle volte non hanno un filo logico.

E' pur vero che ogni persona potrebbe associare ad uno stato d'animo una suddetta musica o canzone che invece per il suo interlocutore corrispponde all'emozione diametralmente opposta, quindi ci potrebbero comunque essere incomprensioni e così, invece di agevolare la comprensione stessa si genererebbero degli incidenti di percorso decisamente gravi.

Per esempio se per il soggetto A "Gelato al cioccolato" potrebbe significare : "è così bella questa giornata di sole, mi anderbbe di fare una passeggiata e mangiare un buon gelato", per il sogetto B invece:"non si sente proprio bene, forse ha mangiato troppo gelato da star male!".

La soluzione, quindi, potrebbe essere consegnare al nostro interlocutore insieme all' Ipod emozionale una lista di corrispondenza, una sorta di cartina dell'emozione, no non quella che ti promette dei trip psichedelici, ma una mappa in grado di evitare lo smarrimento del malcapitato.

Se dovessi pensare ad una mia lista emozionale avrei difficoltà nel stilarla, perchè spesso delle emozioni possono sembrare affini e quindi correrei il rischio di associare la medesima musica dimenticando delle sfumature essenziali che ovviamente fuorbierebbero il destinatario e non favorirebbero la piena comprensione, generando così un'altra emozione: SENSO DI FRUSTRAZIONE!

Ma l'errore non è in chi ti ascolta, ma il tuo che non sei stato in grado di differienzare la musica!!!


giovedì 18 marzo 2010

Ad ognuno il suo!!!


" Come lo vuoi? morbido? deciso?avvolgente?"
(Belle caratteristiche non si potrebbero avere tutt'e tre?!)

No, non è la domanda della Fata Turchina che mi chiede in che modo vorrei che fosse il mio principe azzurro, si sa, l'azzurro è un pò che non va di moda, è un colore uscito fuori produzione, mi andrebbe bene anche nero, buongustaia, celestino scolorito, canna da zucchero, ma che colore è?!
di certo mi saprebbe rispondere la mia vecchia conquilina, era preparatissima sui colori e su ogni minima sfumatura, io il colore più strano che conosco è il rosso carminio che ovviamente ho difficoltà a distinguere da un rosso comune!
E' semplicemente il cameriere del winebar che vuole sapere che vino rosso preferisco!
Lo ammetto, per un attimo ho sognato, che tra le tartine, patatine, evitando, però, quelle al formaggio che rilasciano un odore così forte che non riesci ad eliminare neanche con l'intera boccettina di amuchina, e pop-corn ci fosse la possibilità di scegliere chi ti avrebbe fatto compagnia durante la degustazione di quel buon bicchiere di vino rosso, ovviamente carminio.
Un servizio che a mio avviso allargherebbe di granlunga la clientela, specialmente quella femminile.

Bhe, cmq, dopo lo spaesamento e la speranza iniziale, tristemente svanita, ho optato per un morbido, un Valpolicella DOP.
Ma se effettivamente ci fosse stata la possibilità di scegliere la compagnia, mi chiedo il popolo femminile per quale caratteristica avrebbe optato.

Io, che non sempre appartengo al suddetto popolo, se per femminile s'intende non ruttare, non scorreggiare e soprattutto non farlo in pubblico, anche se è un rutto per così dire "interno" o una scorreggia "silenziosa", che poi è quella più pestilente, sarei andata sul DECISO.
questa è una razza ancor più fuori produzione del celeste e quindi se hai la possibiltà di scegliere devi andare sulla rarità.

Per deciso non intendo chi non ha difficoltà a scegliere tra boxer o slip, tra scollo a V o girocollo, ma DECISO, della serie VOLERE è POTERE, lo diceva sempre mia nonna, che è vissuta ovviamente nel periodo mussoliniano, tra le altre cose lei mi diceva sempre: BELLO, RICCO E SIGNORE, nonna, è già così difficile trovarne uno, poi ti metti a fare pure la schizzignosa!

Effettivamente la decisione sembra essere la caratteristica più ricercata e ovviamente meno riscontrabile, un classico esempio di mercato nel quale la DOMANDA supera l'OFFERTA!
Non sono di certo io a dirlo, come dicevo prima, non sono un esempio di femminilità fatta persona, ma la grande cultura partecipativa del web mi offre ottime risposte, il mio correlatore sarebbe molto fiero di me.

Infatti, tra i tanti, ho scovato un blog davvero interessante o ridicolo, ancora non ho scelto quali dei due aggettivi è più indicato, che da consigli agli uomini sull'arte della seduzione, ma quando mai un uomo ha seguito un consiglio?!

E' quella classica lettura da settimanale maschile con in copertina "come fare per avere il guscio della tartaruga ben lucidato" o "mille modi per farla godere", insomma quelle letture che fai di regola al bagno cercando l'ispirazione giusta, che più le fai e se sei uomo ti convinci di essere spacciato, la tua tartaruga ha perso il guscio, e se sei donna decidi di diventare lesbica, è la soluzione più saggia!


Ecco il titolo del post: l'importanza di essere deciso per conquistare una donna, qui è d'obbligo il link, non so se sorvolare sul nome del blog, no non sorvolo: SeduzioneAttrazione.com., e ho detto tutto!!!

Nonostante la mia perplessità, noto che il sito è ampiamente seguito, non so se da sedicenni o trentenni, mi chiedo in quale dei due casi avrei maggiormente paura.

Sembra un pò il "Cioè" al maschile di ultima generazione, mancano i fotoromanzi, gli adesivi sul retro della copertina, ma poi ci siamo.

Ricordo ancora un articolo corredato di foto su tutti i baci del mondo, guardavo quelle immagini come se fosse una pagina enciclopedica dalla quale apprendere, avevo 13 anni e baci in quel modo non ho più visti, le solite illusioni da carta stampata!
A quei tempi se avevi dubbi sul come conquistarlo o se non sapevi se a lui piacevi perchè a scuola ti lanciava le palline di carta sputandole dalla Bic, la risposta era decisamente si perchè a quell'età maschi più ti fanno male e più ti vogliono, cresci poi con la convinzione che anche a trentanni usino gli stessi sistemi, c'era la casella di posta alla quale scrivere e speravi che tra le tante lettere la redazione avrebbe pubblicato e risposto proprio alla tua.
Oggi invece c'è Internet che ha mille risposte anche alle domande che ancora non hai posto, è un pò il primo della classe, sa sempre tutto prima di tutti.

Ma pensare che un uomo usi letture del genere, non per combattere la stipsi, ma per fortificare il suo essere deciso non è in netta contraddizione con l'ESSERE DECISO?!

Mha!

TROVATO II: Aprirò un winebar dove oltre a cosa prendere decidi con chi:

" Come lo vuoi MORBIDO, DECISO o AVVOLGENTE?"








martedì 3 luglio 2012

Il grande bicchiere di succo di pera

Il silenzio di questi mesi non vuole certo stare a significare che la mia bottiglia di un Litro contenesse tutto..anzi....il rischio è stato che quel mezzo litro in più, accumulato, potesse dare risposta all'emergenza acqua che c'è nel mondo. in realtà il silenzio stampa è da imputare ad un anno di cambiamenti e riadattamenti:adesso sono una vera emigrata!
Vivo nella grande "pera", che credo che possa essere l'alternativa italiana alla mela che si trova oltre oceano.

Non so effettivamente se Milano possa essere paragonata ad una pera, non sono una specialista di questo tipo di frutto né una grande estimatrice, neanche nelle sue varianti. Ad esempio già quand'ero piccola lo stesso succo alla pera era quello che non sceglievo mai, mi sono costretta a berlo non appena ho compiuto la maggiore età ed ho iniziato a soffrire di stipsi.  Eh sì, il succo alla pera è un toccasana per i problemi di stitichezza. 
Forse Milano più che la grande pera, può essere definita il "grande bicchiere di succo ci pera"! Non me ne vogliano i miei amici e colleghi milanesi, ossia coloro i quali lo sono da 7 generazioni, le mie conoscenze ne vantano non più di 3, la mia definizione è unicamente positiva. Associare questa città ad un rimedio per un problema che assilla la maggior parte della popolazione, per l'appunto la stitichezza, vuol dire riconoscere un grande merito a questa città.Milano è come se ti "togliesse il tappo"! avete presente il senso di liberazione? si, mi riferisco proprio a quello che ti ha costretto a lunghe sedute di riflessioni e letture di tutte le etichette dei detersivi sul davanzale della finestra del bagno, ovviamente se avete un bagno finestrato, qui a Milano rappresenta un lusso e pare che il valore di un immobile schizzi alle stesse se il bagno è dotato di finestra, finalmente ora puoi guardare al mondo con una nuova luce negli occhi e con un grande senso di leggerezza!Certo se sei abituato a vivere con un tappo e non sei mai riuscito a disfartene, una volta che ci riesci dopo l'immediato senso di liberazione c'è anche un forte senso di disagio, ma questa è un altra storia!

martedì 10 maggio 2011

1 Litro e mezzo dentro una bottiglia da 1 Litro: Sushi Time

1 Litro e mezzo dentro una bottiglia da 1 Litro: Sushi Time: "Ci sono delle cose che quando sei a Milano non puoi non fare, una di queste è mangiare Giapponese. La cosa più intelligente sarebbe, però, ..."

Sushi Time

Ci sono delle cose che quando sei a Milano non puoi non fare, una di queste è mangiare Giapponese.
La cosa più intelligente sarebbe, però, fare prima un corso intensivo, altrimenti il rischio è incappare in nomi irriconoscibili e non sempre i menù sono dotati d'immagini.

Ciò che non riesco a spiegarmi è come mai, nonostante il lavoro a contatto con il pubblico, i ristoratori con gli occhi a mandorla, che siano cinesi o giapponesi, non parlino una parola d'italiano.
Tu non conosci i loro piatti, loro non conoscono la tua lingua, risultato finale ORDINAZIONE SBAGLIATA:

tanti piccoli pezzettini di riso avvolti da alghe, ricoperti da sesamo, con dentro pesce crudo difficilmente classificabile e avocado.

Tu sei uno e i pezzettini sono dieci.

E' una lotta tra il tuo stomaco e il conto che pagherai e se sei alla ricerca di uno stage minimamente retribuito, sarà il tuo stomaco a perdere.

Qui a Milano il Giapponese va forte, forse perché è uno dei pochi modi che ti consente di vomitare senza inserire due dita in gola.

giovedì 20 maggio 2010

Il Cane e la Lucertola

Ero china nel bagno avevo appena deciso di fare per una volta la donna.
Di fronte a me c'era il flacone di crema idratante al thè verde, era lì, mi guardava, lo faceva con pietà ma non per sé ma per quella pelle che ai suoi occhi non era un setoso tessuto sul quale far scivolare una mano "amica" ma una carta vetrata dalla quale stare lontani onde evitare raschiamenti pericolosi.

E proprio lì, in quella posizione mi è sopraggiunta l'ispirazione!
Cercando di dare da bere alla mia pelle, volendo recuperare almeno 5 anni di siccità, ho ripensato divertita alla scena che ieri si è palesata ai miei occhi.
Spesso ci si trova in delle situazioni nelle quali sei costretto ad aspettare, basti pensare al medico generico, alle poste, alla banca, insomma dei luogh
i dove bisogna rispolverare la vecchia cara pazienza ed evitare lamentere di qualsiasi tipo controproducenti per cogliere nell'attesa la sua naturale bellezza.
Sono diversi i modi in cui si può decidere di trascorrere il tempo:

- leggere un libro;
- sfogliare una rivista, se sei dal medico, che solitamente è vecchia di 2 anni,ha le pagine un pò accartocciate e sembra quasi che la materia da carta si sia trasformata in tessuto tanto che stata toccata;
- iniziare a muovere il piede con un tic nervoso ma quella scanzione ritmica è del tutto deleteria all'attesa stessa.

Ma ciò che personalmente preferisco fare è osservare chi mi sta intorno, leggere nei loro volti la storia di quei volti, annusare da quanto tempo non si lavano o che tipo di deodorante usano, "forse sarà di fabbricazione cinese", fare considerazioni del genere:
"ma quando sudo puzzo come lui?"

Generalmente è il viaggio nei mezzi pubblici ad offrirti materiale umano di diverso tipo, non puoi scegliere chi sarà il tuo compagno e ciò accade soprattutto nei pullman che fanno tratte interregionali.
Lì, infatti, oltre a sperare che il tuo posto non sia quello sulle ruote speri che per una volta al tuo fianco ci sia colui, il genere maschile non è una casualità, che possa allietarti con racconti interessanti le 5 ore che ti attendono, per poi continuare nei giorni, nei mesi, negli anni successivi, invece generalme c'è sempre la signora che va al Nord per farsi degli accertamenti, ti spiega dettagliatamente tutti i sintomi della sua malattia e schiacciando un pisolino ti mette il dubbio che stia per arrivare un tempesta.
Ma dato che la fortuna di trovare l'uomo giusto al sedile giusto è da scartare, l'unica fortuna che ti rimane è quella di essere testimone oculare di due individui che hanno tovato il giusto sedile.

IO: seduta in seconda fila posto corridoio causa gambe troppo lunghe o meglio sedili fatti su misura di Gianfranco Magalli.

LORO: seduti in prima fila esattamente davanti a me!
ANCHE QUESTE SONO FORTUNE!!

Un lui e una lei.

A dire il vero la lei l'ho notata ancor prima di salire.Un soggetto che non passa inosservato: gonna tubino rosa pallido con in fondo una deliziosa balza molto ottocentesca, calza a rete, dato il soggetto suppongo autoreggente, scarpa viola melanzana con tacco 12 e zeppa e per concludere il tutto giubbino di jeans.
Oltre al suo abbigliamento mi ha colpito la sua gamba o meglio il suo polpaccio senza stacco dalla caviglia e mi sono chiesta se anche il mio facesse quel brutto effetto visto dal di fuori.


Nonostante il suo abbigliamento il destino le ha voluto dare una chance e accanto a lei ha fatto accomodare un giovane che non ho ammirato nel pieno della sua forma ma data la sua posizione ho potuto ben studiare la parte sinistra del suo volto: capelli color camomilla, di quel castano molto chiaro che al sole in estate diventa biondo, rughe accentuate, avrà avuto all'incirca 36 anni, colorito olivastro e un paio d'occhiali da vista abbastanza retrò, da me facilmente apprezzabili.

Iniziano a parlare del più e del meno, si sono già visti qualche volta.
Fanno parte di quella schiera di pendolari che ogni giorno per essere sul posto di lavoro alle nove si sveglia comodamente alle sei del mattino.

Una conversazione educata, che attraversa discorsi generici, anche se dell 'inesistenza delle quattro stagioni e di come si stava meglio con la lira non ne parlano, in compenso però lei decanta quanto il valore della laurea e le competenze che ti attribuisce siano negli anni cambiate e io da giovane laureata, per altro in scienze delle merendine, vorrei intrufolarmi all'interno del discorso ma ho deciso di godermi la scena da spettatore e non da protagonista.

Il primo quarto d'ora quindi trascorre in questo modo: la descrizione del lavoro, la laurea, di come i 20enni di oggi sovvertano le regole della buona educazione, insomma pura retorica oratoria.

La conversazione è tenuta viva dalla parte femminile, tanto che mi chiedo, come dopo una giornata di lavoro e per giunta su tacchi 12, abbia ancora la forza di parlare ma si sa chi è in guerra prima di abbandonare la battaglia da fondo ad ogni risorsa.

Di lei vedo solo i capelli crespi ricci di quel rosso mogano che invecchia di almeno di 5 anni ma ad onor del vero ha una bella voce suadente in linea con il suo abbigliamento.

Di lui continuo a vedere solo il lato sinistro del suo viso e mi chiedo se il suo alito sia fresco, a sensazione direi di no, colpa forse di quelle labbra troppo sottili in realtà inesistenti, a quella distanza così ravvicinata io personalmente anche avendo delle labbra avrei timore nell'esprimermi.

Ovviamente la donzella decantando retoricamente le cose che secondo lei non vanno in Italia, all'interno delle relazioni, a lavoro e facendo sfoggio delle sue capacità culinarie da fondo a una saggezza non particolarmente spontanea ma che sta facendo sicuramente colpo.
Lui, infatti, illuminato da questa donna che si manifesta nella maniera migliore dice :
"sei una donna da sposare, sei perfetta!".

Ma lei nonostante la consapevolezza della sua perfezione, scuotendo la testa, nega, le sembra un'esagerazione, lui così aggiusta il tiro:
"sei perfettibile!".

La conversazione incalza e si finisce a parlare della convivenza, del matrimonio, insomma dell'AMMORE, continuando lei a descriversi come compagna ideale di vita, lui non può far al meno di chiederle:
"bhe cosa fai questa sera? ti va di andare a cena fuori?"

A tale domanda potrei giurare che dentro di lei sia partita dalla punta dei piedi fino alla punta dei suoi capelli, sempre più irti, una hola ma da gran regista che mantiene la suspance non svelando gli equilibri fino alla fine del film:
" no, vado in palestra"
e lui come un cane che deve cacciare la lucertola che corre e più si nasconde e più lui scodinzola:
"e dopo?",
lei con smorfia di lusinga fa maestrosamente calare il discorso.

Ma come dicevo pocanzi, più la lucertola scappa più il cane scodinzola:
"dai scambiamoci i numeri! anzi no, prendi tu il mio!?"
e la lucertola risponde:
"non ti chiamerei mai!".

Su tale esclamazione la conversazione si placa, l'uno guarda il finestrino alla sua destra e l'altra pensa:
"Cazzo me ne sono fatto scappare un altro!"

Il silenzio però ad un tratto si rompe :

"che hobbies hai?"(da notare il plurale reso in inglese), inutile specificare chi lo stia chiedendo!

"mha..."

Io a sentir quella domanda vorrei scendere dal pullman in corsa!

Ma esistono ancora persone che fanno domande del genere?
E' una di quelle domande che per educazione non si dovrebbero mai fare, si mette in difficoltà l'altro che nell'esatto momento in cui la voce emette la lettera H ( anche se è una lettera che non ha suono) entra in crisi esistenziale sentendosi la persona più miserabile sulla faccia della terra e inizia a imprecare contro la madre che non l' ha mai spinto ad andare a scuola di pianoforte o a basket.
oltre alla mancanza di educazione sembra una di quelle tipiche frasi da fotoromanzi anni ottanta!

Lei cogliendo l'impreparazione di lui sopraggiunge:
"Hai visto qualcosa di Almodovar? è il mio regista preferito!".

Lui nonostante non ne avesse visto neanche uno, cerca di imbastire una risposta:
"Si, molto introspettivo!"

Non contenta di aver messo alla prova la sua preparazione cinematorafica decide d'incalzare:
" L'ultimo libro che hai letto?"

Ma cos'è quell'intervista che ti fanno per strada alla fine della quale vogliono rifilarti una scheda fedeltà del 50% di sconto attiva solo dal terzo acquisto in poi?!

Lui risponde e ammetto che è stato un genio:
" No, leggere no, l'ho fatto tanto ma oggi ho scoperto interessi più tecnici!"

Che mai saranno gli "interessi tecnici"?

Ma per non deluderla:
"In realtà mi piace l'arte!", peccato fosse fermo alla storia dell'arte fatta al liceo almeno 15 anni prima!

In tono ammirato lei:
"Che artista preferisci?"

"Bhe, Caravaggio è superiore, lui e tutta l'arte del '800", chiaro che fosse il primo giunto in mente, ha sbagliato di ben 2 secoli!!!

Ripresa la conversazione in modo fluente lui trova il coraggio, dopo aver tirato la carta di Caravaggio, di richiedere il tanto sudato, a colpi di quiz, e non a scelta multipla ma a risposta aperta e quindi maggiormente impegnativo, numero di telefono:
"Dai facciamo come se fosse una cosa di lavoro"

prende la freepress una penna e con tono deciso:
" Dottoressa....?"

A lei è chiaro che questo è l'ultimo tentativo, il pullman sta arrivando a destinazione, non può perdere l'occasione! Abbassando la voce, quasi un pò imbarazzata consegna la SUA CODA al CANE!

Lei non è da meno :
"e tu? Dottor..."

ma lui sferra il colpo mortale:
" Avvocato.....!"

HO DETTO TUTTO!

giovedì 1 aprile 2010

Vota ANTONIO !

Eh si, sono stata in silenzio, ho subito anche io la censura che nell'ultima settimana ha coinvolto un pò tutti..
Ma finalmente si ritorna a parlare, si è chiusa questa maledettissima campagna elettorale!!!
No, tranqulli, non voglio parlare di politica, sono un soggetto drasticamente apolitico, un astensionista nato.
Si, lo so il voto è anche un dovere, ma credo che sia maggiormente un diritto del quale si può decidere di non godere.

Nonostante non mastichi il politichese le campagne elettorali mi hanno sempre attratto, specialmente i comizi in piazza.
Si respira l'aria di festa di paese: ci sono i camioncini dei panini, che più sono zozzi e più sono buoni; il venditore di muso di porco, specialità da me non apprezzata; i ragazzi che trasportano grosse bacinelle piene di ghiaccio con all'interno ogni genere di bevanda; se ti va bene e le elezioni sono nel periodo estivo, c'è anche chi vende le pannocchie arrostite o bollite e quelle si che le apprezzo, peccato però che rimanga sempre la maledettissima buccia tra i denti!
Poi come ogni festa di paese che si rispetti, dopo la "processione" e l'esposizione del Santo patrono incorniciato da una schiera di santi minori, non può mancare il cantante...eh si è proprio una festa!!

Ma per queste regionali, dove pare volesse partecipare anche San Gennaro, sperando egli stesso nel suo miracolo per risollevare la Campania, gli esponenti politici hanno superano ogni aspettaviva e invece di uno, ma non uno qualsiasi ma quello che canta le canzoni del Presidente, hanno invitato tutti gli AMICI che sono figli di quel Papi che canta, scrive, è imputato e governa, daltronte il marchio di fabbrica è lo stesso!
Ovviamente non può mancare il presentatore, ma non l'abitante dello stesso paese che ha velleità artistiche e attende quella data per darle sfogo provando per i mesi precedenti allo specchio la frase di saluto a tutta la cittadinanza, no, bensì, per dare credibilità al tutto, sul palco fa da regina una nota giornalista sempre di quella scuderia, insomma manca il tronista di turno e il palinsesto di canale 5 c'era tutto!!

Nessuna critica per il palinsesto televisivo, ammetto che lo guardo esercitando le mie capacità critiche, non sono una sbob del vecchio tubo catodico, sono cresciuta con Ambra e le sue amiche, adoravo le canzoncine e il loro modo di ballare oserei dire "scattoso", si lo ammetto desideravo essere una di loro, ma quando quel palinsesto si mischia alla realtà e soprattutto ad un comizio, mi viene da pensare.

E' il popolo dell'amore, il popolo della canzone melodica, del televoto, alla VOLEMOSE BENE, per dirla alla romana, BASTA CHE CE STA O SOL, per dirla come la direbbe San Gennaro, ma non credo lo direbbe, ma quello che vorrei sapere è: DOVE CAZZO STA QUESTO SOLE?!

A rendere il tutto ancora più futuristico, irreale ci pensa però il candidato che salito sul palco saluta i suoi elettori e dice: "vi porto i saluti di Berlusconi che vi raccomanda di schiacciare i COMUNISTI!"
A me CADONO LE BRACCIA!!

Ripeto, non indosso nessun colore, spesso metto il nero perchè sfina, ma in quel colore o in un altro non proclamo la mia ideologia politica, al massimo solo che ho qualche chilo di troppo!

Ma esistono ancora i comunisti? Mia nonna che come ho già detto era mussoliniana, ma a quel tempo lo erano un pò tutti, diceva che mangiavano i bambini, ma credeva anche che se ti specchiavi troppo dallo specchio uscisse il diavolo!!

Non capisco, l'Italia non è una torta da dividere dalla quale prendere la fetta più grande, è risaputo è uno STIVALE con tacco 15 e gli stivali non vanno mangiati ma indossati con stile!!


mercoledì 24 marzo 2010

...Aldilà del corpo.

"Nuda come non mai, a uno a uno sono caduti i brandelli delle mie vesti." Anonimo

Non credevo la nudità spaventasse, si sa il copo di una donna viene apprezzato sempre di più se quasi scoperto.
Ma su un corpo nudo è la luce che crea dei giochi d'ombra molto più sensuali, particolari.

Non tutti la sanno apprezzare, valorizzare.
Spesso l'occhio maschile la involgarisce, la banalizza, pochi sanno osservare, valorizzare anche il più piccolo neo, che in qualche modo veste quel corpo nudo, tutte quelle piccole macchie che ogni volta che ne vedi una anche se l'hai già vista milioni di volte rimani sorpreso stranamente incantato.

Non c'è cosa più bella di provare naturalezza nella propria nudità, non avere vergogna, premura di coprirsi quel pò che basta per allontanare lo sguardo di chi non contempla.

Si sa, il corpo nudo cambia con la vita ,in qualche modo si trasforma, ma ogni sua forma è piena di dignità. I nei restano, ma lo caratterizzano, ricordano la sua storia nonostante la trsformazione, l' evoluzione.

Descrivere la nudità di un corpo è la cosa più difficile da poter fare, ogni parola non basterebbe per dar giustizia a quella forma così personale, alla luce, alla pelle e alle sue porosità, alle sue cicatrici.

Ma l'unica cosa che si può fare è contemplarla, amarla, desiderarla, osservarla, sorriderle e non maltrattarla, valorizzarla, ringraziarla di essersi offerta alla nostra vista, intera, piena, nuda.

domenica 21 marzo 2010

L'Ipod emozionale

E' proprio vero che lo scrittore ha bisogno d'ispirazione e che esiste il famoso "blocco" che generalmente si sblocca quando non hai possibilità di scrivere. e allora cerchi di annotare tutto nella mente facendo fede in tecniche mnemoniche, dicono che l'associazione dell'immagini ai numeri sia una delle migliori.

Forse la miglior cosa sarebbe un macchingegno capace di trascrivere le immagini in parole.
Non sempre, però, le immagini si prestano a tali trascrizioni. Infatti, la trascrizione non è la mera descrizione della suddetta immagine, ma va ben oltre. Volendo usare un termine caro alla disciplina pubblicitaria, credo che la trascrizione abbia a che fare con il TONE OF VOICE, si, il tono di voce, traduzione pedissequa, ossia una descrizione che arricchisce l'immagine di connotazioni che non sono semplicemente riscontrabili dall'osservazione della scena, ma che vanno oltre la scena stessa.

La difficoltà del racconto credo che sia riscontrabile proprio nella difficoltà di rendere percecibile ciò che non è un dato rilevabile, misurabile.

I film ci hanno abituato ad andare oltre la scena stessa con la musica che diviene guida, bussola all'interno del labirinto dell' emozioni.
E quindi suoni gravi ci accompagnano nell'universo della paura, musiche avvolgenti in quello dell'amore. Sarebbe comodo che nella vita reale ogni nostra emozione fosse accompagnata dalla musica. A volte il genere umano si perde, infatti, all'interno del proprio sistema emozionale.
Alternanze di stati d'animo nei quali il più delle volte non siamo ingrado di dare un nome all'emozione predominante.

Un Ipod emozionale sarebbe funzionale per non perdere l'orientamento, sia per colui che vive qull' emozione che il malcapitato che ha il duro compito di confidente. Non ci sarebbero, così, sprechi di energie nè per chi tenta di riempire con parole le proprie emozioni, avendo comunque la malsana convinzione di non essere capito, e nè per chi cerca di ricostruire frasi che il più delle volte non hanno un filo logico.

E' pur vero che ogni persona potrebbe associare ad uno stato d'animo una suddetta musica o canzone che invece per il suo interlocutore corrispponde all'emozione diametralmente opposta, quindi ci potrebbero comunque essere incomprensioni e così, invece di agevolare la comprensione stessa si genererebbero degli incidenti di percorso decisamente gravi.

Per esempio se per il soggetto A "Gelato al cioccolato" potrebbe significare : "è così bella questa giornata di sole, mi anderbbe di fare una passeggiata e mangiare un buon gelato", per il sogetto B invece:"non si sente proprio bene, forse ha mangiato troppo gelato da star male!".

La soluzione, quindi, potrebbe essere consegnare al nostro interlocutore insieme all' Ipod emozionale una lista di corrispondenza, una sorta di cartina dell'emozione, no non quella che ti promette dei trip psichedelici, ma una mappa in grado di evitare lo smarrimento del malcapitato.

Se dovessi pensare ad una mia lista emozionale avrei difficoltà nel stilarla, perchè spesso delle emozioni possono sembrare affini e quindi correrei il rischio di associare la medesima musica dimenticando delle sfumature essenziali che ovviamente fuorbierebbero il destinatario e non favorirebbero la piena comprensione, generando così un'altra emozione: SENSO DI FRUSTRAZIONE!

Ma l'errore non è in chi ti ascolta, ma il tuo che non sei stato in grado di differienzare la musica!!!


giovedì 18 marzo 2010

Ad ognuno il suo!!!


" Come lo vuoi? morbido? deciso?avvolgente?"
(Belle caratteristiche non si potrebbero avere tutt'e tre?!)

No, non è la domanda della Fata Turchina che mi chiede in che modo vorrei che fosse il mio principe azzurro, si sa, l'azzurro è un pò che non va di moda, è un colore uscito fuori produzione, mi andrebbe bene anche nero, buongustaia, celestino scolorito, canna da zucchero, ma che colore è?!
di certo mi saprebbe rispondere la mia vecchia conquilina, era preparatissima sui colori e su ogni minima sfumatura, io il colore più strano che conosco è il rosso carminio che ovviamente ho difficoltà a distinguere da un rosso comune!
E' semplicemente il cameriere del winebar che vuole sapere che vino rosso preferisco!
Lo ammetto, per un attimo ho sognato, che tra le tartine, patatine, evitando, però, quelle al formaggio che rilasciano un odore così forte che non riesci ad eliminare neanche con l'intera boccettina di amuchina, e pop-corn ci fosse la possibilità di scegliere chi ti avrebbe fatto compagnia durante la degustazione di quel buon bicchiere di vino rosso, ovviamente carminio.
Un servizio che a mio avviso allargherebbe di granlunga la clientela, specialmente quella femminile.

Bhe, cmq, dopo lo spaesamento e la speranza iniziale, tristemente svanita, ho optato per un morbido, un Valpolicella DOP.
Ma se effettivamente ci fosse stata la possibilità di scegliere la compagnia, mi chiedo il popolo femminile per quale caratteristica avrebbe optato.

Io, che non sempre appartengo al suddetto popolo, se per femminile s'intende non ruttare, non scorreggiare e soprattutto non farlo in pubblico, anche se è un rutto per così dire "interno" o una scorreggia "silenziosa", che poi è quella più pestilente, sarei andata sul DECISO.
questa è una razza ancor più fuori produzione del celeste e quindi se hai la possibiltà di scegliere devi andare sulla rarità.

Per deciso non intendo chi non ha difficoltà a scegliere tra boxer o slip, tra scollo a V o girocollo, ma DECISO, della serie VOLERE è POTERE, lo diceva sempre mia nonna, che è vissuta ovviamente nel periodo mussoliniano, tra le altre cose lei mi diceva sempre: BELLO, RICCO E SIGNORE, nonna, è già così difficile trovarne uno, poi ti metti a fare pure la schizzignosa!

Effettivamente la decisione sembra essere la caratteristica più ricercata e ovviamente meno riscontrabile, un classico esempio di mercato nel quale la DOMANDA supera l'OFFERTA!
Non sono di certo io a dirlo, come dicevo prima, non sono un esempio di femminilità fatta persona, ma la grande cultura partecipativa del web mi offre ottime risposte, il mio correlatore sarebbe molto fiero di me.

Infatti, tra i tanti, ho scovato un blog davvero interessante o ridicolo, ancora non ho scelto quali dei due aggettivi è più indicato, che da consigli agli uomini sull'arte della seduzione, ma quando mai un uomo ha seguito un consiglio?!

E' quella classica lettura da settimanale maschile con in copertina "come fare per avere il guscio della tartaruga ben lucidato" o "mille modi per farla godere", insomma quelle letture che fai di regola al bagno cercando l'ispirazione giusta, che più le fai e se sei uomo ti convinci di essere spacciato, la tua tartaruga ha perso il guscio, e se sei donna decidi di diventare lesbica, è la soluzione più saggia!


Ecco il titolo del post: l'importanza di essere deciso per conquistare una donna, qui è d'obbligo il link, non so se sorvolare sul nome del blog, no non sorvolo: SeduzioneAttrazione.com., e ho detto tutto!!!

Nonostante la mia perplessità, noto che il sito è ampiamente seguito, non so se da sedicenni o trentenni, mi chiedo in quale dei due casi avrei maggiormente paura.

Sembra un pò il "Cioè" al maschile di ultima generazione, mancano i fotoromanzi, gli adesivi sul retro della copertina, ma poi ci siamo.

Ricordo ancora un articolo corredato di foto su tutti i baci del mondo, guardavo quelle immagini come se fosse una pagina enciclopedica dalla quale apprendere, avevo 13 anni e baci in quel modo non ho più visti, le solite illusioni da carta stampata!
A quei tempi se avevi dubbi sul come conquistarlo o se non sapevi se a lui piacevi perchè a scuola ti lanciava le palline di carta sputandole dalla Bic, la risposta era decisamente si perchè a quell'età maschi più ti fanno male e più ti vogliono, cresci poi con la convinzione che anche a trentanni usino gli stessi sistemi, c'era la casella di posta alla quale scrivere e speravi che tra le tante lettere la redazione avrebbe pubblicato e risposto proprio alla tua.
Oggi invece c'è Internet che ha mille risposte anche alle domande che ancora non hai posto, è un pò il primo della classe, sa sempre tutto prima di tutti.

Ma pensare che un uomo usi letture del genere, non per combattere la stipsi, ma per fortificare il suo essere deciso non è in netta contraddizione con l'ESSERE DECISO?!

Mha!

TROVATO II: Aprirò un winebar dove oltre a cosa prendere decidi con chi:

" Come lo vuoi MORBIDO, DECISO o AVVOLGENTE?"








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